Una nuova via Appia

Fernand Léger, nel 1914, nella sua visione della città contemporanea, scriverà :

«Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La comprensione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme sono il risultato».

Il nostro è un territorio urbano “incastonato” in un dedalo di altri comuni che nella Reggia di Caserta trovano la loro identità.

Luoghi che, in una visione neanche tanto utopica, si potrebbero immaginare unificati. Ridisegnati. Un sistema di riordino urbano, di pesi, misure, di vasi comunicanti, che troverebbe nei beni culturali e nel turismo una nuova linfa, in ciò che resta di questa Campania Felix.

Se, per un verso, la presenza della Reggia di Caserta, rassicura l’identità culturale di questa terra, dall’altra, occorre immaginare una nuova via.

Riaccordare memoria e futuro, vivere il contemporaneo.
Cercare nuove relazioni fra spazio e uomo. È un esercizio della mente che si trasforma in esperienza di vita, laboratorio sociale, che l’arte contemporanea consente, con le sue ricerche, le innovazioni, le provocazioni. Gli artisti, le loro storie.

Chi c’era e chi c’è ancora.

Questo è il senso di una “nuova via Appia” che l’arte contemporanea può costruire.

Non una meta. Un viaggio lungo il contemporaneo dell’arte.
Prima che sia troppo tardi.

Michelangelo Giovinale